Auto clonate: fenomeno pericoloso
Prodotti cinesi ancora alla sbarra: dopo giocattoli, alimenti, farmaci, vestiti, dentifrici, pneumatici e chissà cos'altro, ultimamente stiamo osservando un nuovo fenomeno: scopiazzare o taroccare le auto.
La vicenda è tutta "made in China", anche se la Guardia di finanza ha sequestrato 22 Ferrari taroccate in Italia.
Sono diverse le autovetture delle più importanti case automobilistiche mondiali scelte dalla Repubblica Popolare per essere "esattamente riprodotte" dalle industrie cinesi.
Tra i bersagli preferiti Mercedes, Toyota, Fiat, Rolls-Royce, Smart e Bmw.
Queste "copie" fanno davvero paura alle case automobilistiche occidentali e al potenziale acquirente. Infatti costruire un'auto non è uno scherzo e le copie cinesi sono prevalentemente vetture fatte in economia, senza badare molto alle norme antinquinamento e alla sicurezza.
I cinesi se ne sono accorti quando sono stati effettuati i severi test sulla sicurezza dell'EuroNcap in Germania, dove alcune di queste autovetture sono uscite letteralmente a pezzi dalla prova.
Vetture che perciò non garantiscono la sicurezza di chi ci viaggia. Eclatante il caso della cella di sicurezza indeformabile della Smart, sostituita da una semplice striscia di vernice argentata.
Le case automobilistiche occidentali quali Fiat, Mercedes, BMW e Toyota, hanno già dato il via ad azioni legali nei confronti delle case automobilistiche cinesi per cercare di arginare questo fenomeno e, sopratutto per cercare di fermare l'importazione in massa di modelli "clonati".
Di seguito una panoramica di alcune auto "clonate" con i rispettivi modelli originali.
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La casa automobilistica cinese Byd lancia la sua F8 clone della Mercedes CLK cabrio, neppure il marchio al centro della mascherina è originale, infatti ricorda moltissimo quello della BMW. |
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La Shuanghuang con la Ceo clona clona la BMW X5; hanno copiato quasi alla perfezione anche il disegno dei fanali |
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Tralasciando il particolare dei fanali anteriori, la Byd F1 è praticamente la copia della Toyota Aygo |
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La Great Wall Peri clona la Fiat Panda: cambia leggermente nel frontale ma per il resto le similitudini sono fin troppo evidenti. |
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La Smart e il suo clone: la Shuanghuang Noble. Hanno copiato tutto, persino l'interno. Ma quella che sull'originale è una struttura di protezione in acciaio speciale (vedi struttura color grigio), sulla Noble è solo una mano di vernice. |
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Questa YAC Bin Yue non assomiglia alla Mercedes? |
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La Toyota Yaris e la Great Wall Florid: se non fosse per il disegno dei fanali anteriori che si ispirano più alla Toyota Corolla, sarebbe difficile riconoscerle |
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La vecchia Daewoo Matiz e il suo clone: la Chery QQ |
![]() | La Rover 75 e la Roewe |
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La BMW serie 3 e il suo clone |
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La Rolls Phantom e il clone: la Red Flag Hqd. Quello che stupisce della Red Flag sono le dimensioni e le proporzioni: assolutamente identiche. E non solo per le misure di lunghezza, larghezza e altezza, ma anche per la distribuzione dei volumi, con la coda sfuggente, un muso imponente e il grosso montante posteriore. |
![]() | La Toyota Rav 4 e la Jonway Ufo: praticamente identica alla vecchia versione della Toyota |
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La Daihastu Materia e la Great Wall Coolbear; ecco un modo per sbarrare le porte del mercato cinese all'auto originale. |
Ma c'è di più: nell'estate 2007, in Sardegna, la Guardia di finanza ha sequestrato una finta Ferrari, riprodotta su telaio di una Pontiac è perfettamente uguale all'originale. Nel feb
braio 2008 sempre la GdF ha sequestrato 21 false ‘rosse' (14 già in circolazione e 7 ancora in lavorazione) e beni per 500 mila euro, denunciando 15 persone per associazione a delinquere, ricettazione, contraffazione, frode a industrie nazionali e truffa. Una rete di abili artigiani, titolari di concessionarie e gestori di siti specializzati che vendevano queste rosse contraffatte per cifre he andavano dai 20 ai 50 mila euro. Le auto erano rivendute attraverso siti internet specializzati ma anche con vendite tramite "E-Bay", il noto sito di aste on-line. Il pagamento era rigorosamente in contanti.
Gli acquirenti sapevano che si trattava di riproduzioni: i libretti di circolazione erano infatti originali. Le auto taroccate venivano spesso utilizzate come auto da cerimonia con un doppio risultato: era più difficile essere scoperti e si recuperava l'investimento, anche nel giro di un anno.
Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, Francesco Carofiglio, ha sottolineato come "oltre alla pubblica fede in questi casi è a rischio l'incolumità delle persone: le auto taroccate non erano affidabili".
(fonti: rivista mensile Al Volante - mese di dicembre 2007 e www.ilsole24ore.it)
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